L'azienda agricola e agrituristica "le Cammarose", a conduzione familiare, è immersa nella valle del Calore, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e degli Alburni. Posta a un'altitudine di 250 metri, dista 7 chilometri dal centro di Felitto e si estende su una superficie di circa 6,5 ettari. Nel territorio aziendale sono presenti un'area boschiva e tre sorgenti d'acqua, una forma un laghetto, le altre due confluiscono in pozzo in pietra. L'ordinamento produttivo, a indirizzo olivicolo, viticolo e orticolo, è praticato con metodi di agricoltura biologica. In azienda si allevano animali di bassa corte (anatre, cavie, conigli, galline, polli, tacchini). *-Agriturismo biologico "le Cammarose" La struttura si sviluppa su due piani, per una superficie coperta complessiva di circa 320 mq, non considerando la mansarda. PT Ristorazione: sala mensa da 40 posti mensa, cucina, dispensa, forno, 4 bagni 1P Alloggio(posti letto 2+1):3 1 camere da letto matrimoniale(AZZURRA) con bagno interno e ingresso da terrazzino indipendente. *Agricampeggio "le Cammarose": 6 posti roulottes 6 posti tenda *-Fattoria Didattica-Azienda agricola biologica "le Cammarose" Superficie:ha 3,6 Indirizzo:olivicolo orticolo Metodo di conduzione:biologico Ente Certificatore biologico:I.C.E.A. Luoghi raggiungibili facilmente dalla nostra struttura *Oasi Gole del Calore Lucano(Patrimonio Unesco): (3 km dalla struttura) Su entrambe le sponde del fiume, in questo tratto è un "canyon" scavato nella roccia calcarea, sono numerose le cosiddette "marmitte dei giganti". Il nome è senza dubbio appropriato se si pensa che alcune di esse hanno la circonferenza di alcuni metri e una capacità di parecchi litri. In questo tratto di Calore sprofonda in una forra molto stretta, scavata in una roccia calcarea dura e compatta e il letto è ingombro di ciottoli e massi di grandi dimensioni, anche di qualche decina di metri cubi: tali condizioni, unite al profilo accentuato del letto fluviale, generano movimenti vorticosi, coinvolgendo anche sabbia, ghiaia, ciottoli che con la loro azione abrasiva scavano la roccia e con un lavorio che si protrae per moltissimo tempo, formano delle grandi scodelle, le marmitte dei giganti veri e propri vortici pietrificati. Il fiume, in un tratto, forma un lago poco profondo perché più a valle all'ingresso della "gola" è sbarrato da una piccola diga che serviva una centrale elettrica ormai in disuso che è navigabile in canoa e pedalò, mentre nel tratto fluviale a monte e a valle è possibile fare canottaggio e trekking. *F.Pietra(0.7 km dalla struttura) Fiume dalle acque purissime, si può fare il bagno senza pericolo. *Roscigno Vecchia, patrimonio Unesco,(7 km dalla struttura) Perché franava, gli abitanti si trasferirono nel paese nuovo lasciando le vecchie case di pietra, la piazza, la fontana, i sentieri. Oggi tutto è rimasto come allora. Roscigno Vecchia, situata nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, è oggi uno dei borghi abbandonati più affascinanti del nostro Paese La Pompei del '900: Roscigno Vecchia, "borgo fantasma" perfettamente cristallizzato nel tempo – eletto, tra l'altro, patrimonio UNESCO – con le sue basse dimore dalla tipica architettura rurale, gli stretti vicoli, la grande piazza centrale e la chiesa madre, tra le quali respirare un'atmosfera completamente fuori dal tempo e rivivere con l'immaginazione lo stile di vita dei nostri antenati più vicini. *Grotte di Castelcivita(20Km) Le Grotte di Castelcivita, all'interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, rappresentano uno dei siti speleologici più importanti d'Italia, e uno dei fiori all'occhiello dell'offerta turistica della provincia di Salerno. Un patrimonio di inestimabile valore dal punto di vista speleologico ma anche naturalistico, invitando il turista in un magico viaggio nelle viscere dei Monti Alburni. Vari reperti fossili dell età paleolitica, fanno pensare che le Grotte di Castelcivita, probabilmente dall'età della pietra fino all'età del ferro, costituirono per gli uomini un sicuro rifugio dai numerosi pericoli esterni. Tuttavia solo al 1889 risale la notizia dei primi ad esplorare le Grotte di Castelcivita, i fratelli Ferrara di Controne, i cui tentativi risultarono vani a causa delle esalazioni di gas provenienti dalle grotte. E dal 1925, quando un gruppo di esperti speleologi esplorarono le Grotte di Castelcivita con le dovute precauzioni, si sono susseguite una serie di spedizioni che hanno consentito poi di creare l'attuale e suggestivo percorso turistic *area archeologica di Paestum e spiaggia di Paestum:23 km *area archeologica di Elea-Velia –spiagge della costiera del Cilento:30km Certosa di Padula:40km *Panoramica della struttura